Il sacro della Primavera – Compagnia Balletto Civile

Ci sono spettacoli che riescono a instillare un congegno a tempo nell’immaginazione degli spettatori e, a distanza di giorni, quel senso “ottuso” (come lo definì Roland Barthes) che è li nascosto, a volte anche all’insaputa dell’autore, esplode all’improvviso.

“Un lavoro che non m’ha convinto.” Questo è il pensiero che si è fissato nella mia mente alla fine dello spettacolo visto alle fonderie Limone a Moncalieri, nella rassegna “Parole d’artista” del Teatro di Dioniso.
“Non m’ha convinto.”
Ma perché? E uno spettacolo, alla fine, *deve* convincere?
Non lo so, onestamente.
Il sacro della Primavera di Balletto civile è una rivisitazione di Le sacre du printemps di Igor Stravinskij. Le musiche del maestro russo risuonano lungo tutto lo spettacolo, mixate con pezzi dei Radiohead, con un reiteratissimo fuck off e con vari brani di musica pop che non ho meglio identificato.
Fa niente, fuck off.

continua su Satyrikon a questo link

Il sacro della Primavera – Compagnia Balletto Civile

#Diariodizona, un po’ di recensioni.

Sono passati due mesi dalla pubblicazione del libro e le prime (belle) recensioni non si sono fatte attendere, le trovate di seguito:

Oggetti narrativi non identificati” di Mauro Trotta su Il Manifesto (bisogna registrarsi sul sito, basta inserire una email e scegliere una password);

Una collana di Oggetti Narrativi Non Identificati” di Alberto Prunetti su Carmilla;

Trovare un buon libro è sempre un incontro” di Lou Palanca 2 sul suo blog ;

Una recensione del Quinto Tipo” di Mr.Lo.Fi sul suo tumbrl;

#Diariodizona, altre due ruote di Resistenza” di Daniele Contardo sul suo blog;

Appunti sul Diario di zona” di Scilla Sonnino sulla sua pagina Facebook;

Diario di zona, una non recensione” di Maurizio Vito, su “Senza fissa dimora / Nomadic Subject”;

#QuintoTipo sul Venerdi” di Giuliano Santoro;

Su Giap si possono leggere le prime pagine del libro e in coda al post trovate lo spazio per i commenti.

Buona lettura e grazie.

#Diariodizona, un po’ di recensioni.

È Natale, così dicono.

La farmacia è praticamente vuota, c’è solo un cliente e nel momento stesso in cui le porte a vetri si aprono per lasciarmi passare la farmacista – che fino a un momento fa stava appoggiata alla scaffalatura – si avvicina alla seconda postazione libera accogliendomi con un sorriso.

Do la mia ricetta e lei comincia a fare la ricerca sul terminale. Al cliente che è lì prima di me chiedono la tessera sanitaria.

– Niente tessera, niente, facciamo che siamo evasori. Tutti rubano, rubo anch’io.

E questo che c’entra?, penso, e la farmacista sempre sorridente mi dice che ciò di cui ho bisogno “non è in casa”, però lo possono far arrivare domani mattina.

Sto per rispondere che ne ho bisogno subito e quindi grazie ma preferisco cercarlo da un’altra parte.

E mentre lei mi dice

– Allora le consiglio di continuare la sua ricerca…

l’altro cliente intasca la sua ricetta, il resto e il suo farmaco e si incammina verso la porta a vetri dicendo

– Se questa mi chiede soldi le spacco la faccia.

Oltre la porta c’è una donna, una signora, una rom o sinti non so, non importa, è una donna che appena si aprono le porte dice

– Buonasera signore

tendendo la mano.

E il signore la manda sonoramente affanculo. Con una voce un po’ così, un po’ baritonale, un po’ da maschio Alfa, un po’ territoriale.

Intasco la mia ricetta ed esco dalla farmacia. La signora ha fatto qualche passo in direzione del tipo e lo guarda indignata. Incazzata. Dice qualcosa ma non capisco cosa, sto per attraversare ma poi decido di restare dallo stesso lato della strada. Cammino contromano oltre le auto parcheggiate alla mia sinistra così da avere sott’occhio i due. Mi incammino nella stessa direzione presa dal tipo che continua a urlare qualcosa. Qualcosa del tipo “zingara di merda vattene via… via!”, ma la signora mica va via e non sta zitta. Il kebabbaro che sta fumando una sigaretta sul marciapiede si porta il dito indice perpendicolare alle labbra guardandola e vedo il tipo fare un movimento goffo ma chiaro, quel movimento con cui si simula un’aggressione, accompagnato da un “guarda che ti spacco la faccia” e poi la mia voce mi sorprende e dice

– La faccia finita, la faccia finita e se ne vada.

– E lei che vuole?

– Vada a casa, la lasci stare e dia l’esempio.

– Io l’esempio?

– Eh sì, è un uomo o no? Lasci stare la signora.

– Dia l’esempio lei!

– Lo sto facendo, sto parlando con lei.

– Se la porti a casa sua allora, lei che difende gli zingari.

– La lasci stare e se ne vada.

E qui mi risponde dicendo qualcosa che non ricordo, qualcosa che è un insulto o forse avrebbe voluto esserlo. Qualcosa che ha tutte le sfumature e il rumore dei rutti dei leghisti sfondati dal dio Po.

Non ricordo di preciso cosa, è successo qualche ora fa. Ricordo però che ho risposto con

– Vada a casa, buon natale e vaffanculo.

Così attraverso la strada, una signora regge le sue buste con la spesa, mi guarda, ricambio lo sguardo e mi sorride.

Immagina, ora, un buon natale.

È Natale, così dicono.

#Diariodizona, dal blog allo scaffale

Il Diario di zona è nato pedalando e camminando per le vie di Torino ed è stato pubblicato, nella sua prima forma, in ‘pagine’ sul blog Satyrikon.

Di strada ora ne ha fatta anche il testo: il 19 Novembre è stato pubblicato, per la casa editrice Alegre, all’interno della collana “Quinto tipo” diretta da Wu Ming 1.

A questo link trovate la presentazione del testo sul sito di Alegre, qui invece un estratto del testo sul sito dei Wu Ming.

Qui trovate una bella recensione del Diario di zona scritta da Mauro Trotta su Il Manifesto

Calendario presentazioni
(in costante aggiornamento)

5 dicembre 2014 – h18 – Dischi volanti, Ripa di Porta Ticinese 47, Milano, con Tito Faraci

11 dicembre 2014 – h16 – ospite di Loredana Lipperini a Fahrenheit su Radio Rai 3, qui il podcast della trasmissione

15 gennaio 2015 – h18:30 Centro Sociale Rialzo, via Popilia 39, Cosenza, con Vincenza Costantino

16 gennaio 2015 – h18:00 Centro Sociale Casarossa40 a Lamezia Terme, con Nicola Fiorita/Lou Palanca 3

17 gennaio 2015 – h18 – libreria Ubik, via del Progresso 2, Catanzaro Lido, con Nicola Fiorita/Lou Palanca 3 Continue reading “#Diariodizona, dal blog allo scaffale”

#Diariodizona, dal blog allo scaffale

Piccola (ma proprio piccola) raccolta di scritti sul teatro.

In questi anni ho scritto un po’ di riflessioni sul teatro e le ho pubblicate sul sito Satyrikon.org non qui.
Periodicamente mi allontano dal Teatro per poi tornare in modi diversi, uno di questi è la scrittura. Ho scritto sul teatro approfittando dell’occasione che mi hanno dato alcuni spettacoli che, in un modo o nell’altro, si sono staccati dalla massa di “tutti gli spettacoli che ho visto/ascoltato negli ultimi tre anni”.
Sono pochi ma per fortuna ci sono stati.
Di seguito trovate i nomi e i relativi link ai post su Satyrikon:

APPUNTI SU “DOPO LA BATTAGLIA” DI PIPPO DELBONO

LE PRESIDENTESSE DI WERNER SCHWAB A PROSPETTIVA150

The Walk di Bosetti/Cuocolo

Il resto, con riflessioni e appunti anche di @satyrika, lo trovate qui

Piccola (ma proprio piccola) raccolta di scritti sul teatro.

Lavoro e delazione. Appunti per il Diario di Zona

Mi chiamano dall’azienda, la nuova:
-ieri hai incontrato qualcuno dei nostri in via Po?
-no, perché?
-uno dei recapiti ha detto che ha visto due dei nuovi in via Po.
-non ho incontrato nessuno,se mi ha visto poteva salutarmi
-no è che ha visto due dei nuovi insieme… Non hai lavorato li?
-ho lavorato anche in via Po e non ho incontrato nessuno. Cos’è successo?
-no è che, sai,non si può lavorare insieme e questo ha visto due dei nuovi che erano insieme…
-no, non so. ti porto il terminale con le letture alle 5 e vado via, ho i cani da portare a spasso. A lunedì.

Lavoro e delazione. Appunti per il Diario di Zona